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Mostre in corso presso i Musei civici Viggiutesi.

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Notizie relative ai Musei civici Viggiutesi.

InvitoBennati V

GIAN LUIGI BENNATI. La scoperta delle opere inedite

Mostra a cura di Ignazio Campagna

Presentazione di Bruno Fasola

Museo Butti dal 9 settembre al 7 ottobre 2018

Inaugurazione domenica 9 settembre 2018, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e  domenica 16.00 – 19.00

Una mostra di sculture focalizzata su opere prevalentemente inedite: questo è l’intento con cui, dal 9 settembre al 7 ottobre 2018, presso il Museo Enrico Butti di Viggiù, il critico d’arte Bruno Fasola presenterà la personale di Gian Luigi Bennati (1929-2011), celebre scultore milanese di nascita, ma varesino d’adozione.

Nonostante una carriera di oltre sessant’anni, numerose  esposizioni, una particolarità stilistica ormai celebre, nello studio del Maestro sono conservate diverse opere ancora sconosciute; ecco perché una ventina di queste verranno esposte, a scopo divulgativo, nelle sale dello spazio viggiutese.

La personale si focalizzerà, come detto, su lavori inediti in gesso, marmo e bronzo, di piccole e medie dimensioni, sviluppati  partendo da una visione surrealista: visione, questa, che Bennati ha più volte affrontato nel corso della sua carriera artistica.

Come afferma il curatore della mostra  Ignazio Campagna: «la mostra racconta momenti inediti e intimi della vita artistica di Bennati».

Da ultimo va detto che la personale non intende essere un’antologica, ma un percorso  che metta in evidenza il lavoro realizzato dai primi anni ’80 al principio degli anni  2000.

InvitoAmbrosini V ok2

Aldo Ambrosini. Punto esclamativo

InvitoAmbrosini V ok2

Mostra a cura di Ignazio Campagna

Presentazione di Ettore Ceriani

Museo Butti dal 16 giugno al 15 luglio 2018

Inaugurazione sabato 16 giugno 2018, ore 17.30

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e  domenica 16.00 – 19.00

Artista preparato e ben considerato da pubblico e critica per la coerenza della sua ricerca che dà vita ad una distintiva espressività, Aldo Ambrosini presenta al Museo Butti di Viggiù i suoi recenti lavori sotto il titolo “Punto Interrogativo”.

Un titolo che ben riassume ed evidenzia le radici attorno alle quali il pittore riflette ed opera, portando avanti con lucidità: motivazioni profonde e continuamente indagate, linguaggio schietto negli esiti, capacità di interloquire con l’osservatore, confrontandosi su valori di evidente valore culturale ed umano.

La sua figurazione pulita e priva di eccessive descrizioni nasce da una maturazione a lungo circostanziata negli anni, come si può evincere dalle figure che pescano dall’intera storia dell’arte, pur facendo proprie alcune tendenze dell’arte moderna, debitamente rivisitate nelle posture dei corpi, che sembrano vagare nel vuoto e nel silenzio.

Nato a Varese nel 1942, Ambrosini ha iniziato ad esporre nel 1965 e, dopo aver frequentato i corsi di pittura all’Accademia di Brera ed al Castello Sforzesco, ha partecipato ad importanti mostre collettive (Premio San Fedele, Premio Città di Gallarate, varie mostre della Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese), non rinunciando nel contempo a promuovere significative “personali”.                                                                                        E.C.

Invito Carrara V

I marmi tra Carrara, Viggiù e Montignoso. La scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara

Invito Carrara V

A cura di Ignazio Campagna

Museo Butti dal 15 aprile al 6 maggio 2018

Inaugurazione sabato 12 maggio 2018, ore 17.30

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30,  domenica 16.00 – 19.00

Una grande mostra è presente nei locali espositivi che furono lo studio di Enrico Butti: ventisei scultori dell’Accademia di Belle Arti di Carrara che il padrone di casa sarebbe stato, ne sono certo, molto contento di ospitare. Il Museo Butti nelle priorità programmatiche ha sempre dato spazio e importanza alla promozione dei giovani nel campo artistico in generale, non soltanto per la scultura, come confermerà a novembre la seconda Biennale internazionale d’Arte Giovani con la collaborazione del Liceo Artistico Statale Angelo Frattini di Varese. Entrambe le iniziative, l’esposizione di oggi e la Biennale che inaugureremo, hanno avuto la condivisione di tutta l’Amministrazione comunale vedendo positivamente la presenza di giovani studenti e artisti nel Polo Museale viggiutese prima di continuare i propri studi nelle diverse accademie italiane come quella di Carrara appunto.

Le opere presenti nella consueta sala espositiva, ovvero lo studio che fu del Butti, nella Gipsoteca e nel Museo degli Artisti viggiutesi del ‘900 sono di diversa natura e tecnica spaziando dalla ceramica al legno, dal bronzo al classico marmo carrarino. Si possono osservare immagini figurative e aniconiche scelte per un linguaggio artistico scultoreo liberamente dettato dalla propria creatività con uno sguardo al passato e una proiezione al futuro. Si evincono da queste opere una padronanza tecnica e una comunicazione espressiva singolari poiché ogni scultura riesce a portare in sé un piccolo mondo facendoci viaggiare tra Alpi apuane e Prealpi lombarde con tappa a Montignoso, un altro comune della Versilia, ricco di grandi artisti.

Questa mostra non vuole essere un momento sporadico della programmazione museale viggiutese, ma nasce con l’auspicio di diventare un appuntamento con scadenza biennale capace anche di coinvolgere altre accademie lombarde e, perché no, di altre regioni italiane. (I.C.)

I 26 artisti: 

Italia: Fabio Quattrocolo, Sofia Cassina, Marianna Quintiliani, Alfredo Calasso, Davide Vanzo, Anna de Cesari, Sabrina Davi, Emanuele Soldati, Susanna Catalano, Michael Cuna, Jonathan Campisi, Lorenzo Millo, Elisa Martinasco, Matteo Pucci, Rebecca Giani, Matteo Zeni, Marco Augusto Basso, Paola Togneri; Inghilterra: Michela Tabaton Osbourne; Russia: Kai; Germania: Samantha Woods; Corea del Sud: Yunmi Lee, Sion; Mongolia (Cina) Lz Biao, Jie Fu, Qiao Lin Zhang.

per video Rapetti

ROSSELLA RAPETTI

TRA CIELO E TERRA

A cura di Claudio Cerritelli

Museo Butti dal 15 aprile al 6 maggio 2018

Inaugurazione domenica 15 aprile 2018, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30,  domenica 16.00 – 19.00

Il Polo museale viggiutese continua con le proposte legate al progetto 9 Artisti: allievi di Gottardo Ortelli pensato dal Conservatore dei Musei Civici Viggiutesi Ignazio Campagna nel 2013 e curato dal critico d’arte Claudio Cerritelli. Con la sesta esposizione Rossella Rapetti sarà presente al Museo Enrico Butti di Viggiù (VA) aprendo di fatto il calendario espositivo del 2018. L’artista propone per questa occasione la sua nuova produzione tutta incentrata sul colore, come è giusto che sia, dove le sue creazioni pittoriche fluttuano senza peso sui supporti cartacei tra evanescenze e cromie fondendosi in minuscoli elementi vitali e contaminandosi a vicenda. Veicolo centrale che coagula le tonalità pittoriche è l’acqua che catturando le nuove superfici della carta le fissa definitivamente nel tempo. Rossella Rapetti, (Milano, 1965) presenta in questa personale dal titolo “Tra cielo e terra”, una raccolta di opere su carta legate al tema del rosso e del blu. Grandi acquarelli accanto a serie modulari si alternano in mostra; ultime opere di un percorso sulla pittura ad acquarello di matrice astratto-lirica che dura da oltre un ventennio. Un periodo nel quale l’artista ha esplorato l’eloquenza dei colori della gamma del rosso scarlatto, porpora, vermiglio, fino alla sfera dei blu e dei viola, spingendo la radice emozionale dell’espansione dell’acquarello, a confrontarsi con l’intuizione e il contrappunto del segno. Piccoli punti, gocce, tondi accanto a grandi distese cromatiche narrano l’avvicendarsi di storie ancestrali ad attimi di vita pulsante, in una unità d’insieme di raffinata suggestione visiva.

Cassani ricordo

Ricordando Nino Cassani

Nasceva a Viggiù il 3 dicembre 1930. Compiva gli studi all’Accademia di Brera di Milano e iniziava l’attività artistica nel 1955 presentando sculture figurative realizzate in pietra, materiale che predilige perché congeniale al suo modo di scolpire e arrivando poi alle ’‘trasformazioni” del 1958-9.

Dal I960 con le “pietre vive” ricerca nella pietra maggiori possibilità espressive, amplificandole poi nei “rotanti” e nelle “strutture circolari” dove prevale l’idea del movimento.

Dal 1961 molte sono le mostre personali in Italia e all’estero. Partecipa inoltre alle principali rassegne nazionali ed internazionali: Biennale di Venezia (1962), Biennale di Parigi (1963) dove ottiene il premio Rodin, Biennale Internazionale di scultura di Carrara (1962 – 1965 – 1967 – 1969 – 1973), Quadriennale di Roma (1965), Biennale di Anversa (1965); Mostra itinerante del bronzetto italiano contemporaneo nel 1971 a Budapest, Buenos Aires, Montevideo, Rio de Janeiro, Sao Paulo; nel 1972 a Città del Messico, Tokio, Osaka, Hahone; nel 1974 a Hong Kong.

Espone a Padova in occasione del Concorso internazionale del bronzetto Palazzo della Ragione (1959 -1961 – 1963 -1965 – 1967 – 1971) e a Milano Museo Poldi Pezzoli, in occasione della mostra “Milano 70/70, un secolo di arte a Milano” (1970). Nel 1972 il Museo Middelheim di An-versa dedica un’ampia rassegna alle sue opere. Partecipa alla Triennale europea di scultura – Parigi – Palais Royal (1978), alla Biennale Nazionale Città di Milano – Palazzo della Permanente (1974 -1984-1993 -1995), alla mostra “Scultura a Varese dal Verismo ad oggi” – Varese-Castello di Masnago (1994), a “Due secoli di scultura: la città di Brera” Milano, – Accademia di Belle Arti (1995), a “Linea della scultura a Padova” Musei Civici di Padova (1996), a “Naturarte” -Castello Morando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano (2003 – 2005 – 2007), ad “Arte oggi a Varese” Maccagno – Museo Parisi Valle (2008). A “scultura nella città” progetti per Milano museo della permanente Milano (2009). A “scultura nella città” progetti per Milano museo della permanente Milano (2009)

È stato titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Venezia (1977-1981), all’Accademia Albertina di Torino (1982-1989)e all’Accademia di Brera di Milano (1990-1995). Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Ha vissuto e lavorato a Milano dove si è spento l’11 dicembre 2017.

Ai Musei Civici viggiutesi “Enrico Butti” ha rivestito l’importante carica di Conservatore, dal 2006 al 2012, periodo durante il quale i musei, hanno subito importanti interventi di trasformazione e rinnovamento che lo hanno visto protagonista assoluto, e sempre grazie al suo operato hanno ottenuto il riconoscimento regionale.

Ricordiamo anche il suo essenziale apporto per la riorganizzazione della nuova sede del “Museo dei picasass” nella ex scuderia di Villa Borromeo; l’instancabile volontà con la quale ha perseguito la riorganizzazione del “Museo degli artisti viggiutesi del Novecento”, nella sua sede storica, l’apertura del nuovo “Museo della scultura viggiutese dell’Ottocento” nell’Orangerie di Villa Borromeo e la predisposizione delle schede descrittive delle opere esposte, che ancora oggi, accompagnano il visitatore alla scoperta dei Musei.

Desideriamo ricordare anche le importanti esposizioni, da lui organizzate, che hanno ottenuto ampio consenso tra i viggiutesi, con le quali ha voluto ricordare importanti artisti viggiutesi quali: Ettore Cedraschi, Gottardo Freschetti, Nando Conti ed Enrico Butti.

Invito De CarliV

Michela De Carli. Tratti del cuore.

A cura di Ignazio Campagna

Presentazione di Alberto Moiraghi

Villa Borromeo dal 12 novembre al 3 dicembre 2017

Inaugurazione domenica 12 novembre 2017, ore 11.00

Orari d’apertura:

mercoledì 10 – 12 / sabato e domenica 16 – 19

Invito De CarliV

“Tratti del cuore” è il titolo della mostra che Michela De Carli presenta al museo civico viggiutese di villa Borromeo. In questa prima mostra personale sono raccolte le opere di una giovanissima artista, Michela, capace di restituire visivamente i soggetti attraverso “tratti” grafici in forme e colori di un realismo quasi fotografico e di far emergere il “cuore” del soggetto rappresentato, ciò che lo abita. Michela è una giovane artista in ricerca, con uno sguardo che si rivolge al mondo in modo curioso, stupito, contemplativo, positivo, lo sguardo di una bambina, non ingenua ma semplice, pura nel cuore e nelle intenzioni. Le opere esposte hanno per soggetto famigliari dell’artista. Sono rappresentati da soli o in atteggiamenti di solitudine, come il sonno, momento in cui l’umano si ritrova con sé stesso solo, in contatto con l’onirico e l’inconscio, sospeso tra realtà e sogno. In questa mostra è come se Michela de Carli riunisse le parti di sé ritrovate e dipinte nei soggetti e le mettesse in dialogo tra loro e con il pubblico comunicando al mondo la parte più intima di sé, il cuore, traendo fuori da esso bellezza e talento.