Partner e Ringraziamenti

Partner, enti e persone che hanno collaborato con i Musei Civici Viggiutesi

Comune di Viggiu’

Comune di Viggiu'

Le donazioni come stimolo alla conoscenza e al confronto.

I musei non sono un mero luogo di conservazione, indipendentemente dai contenuti. Forse tali erano un tempo, ma la trasformazione sociale e culturale in atto dal dopoguerra in poi e lo sviluppo che ha avuto il mondo dell’arte dopo i movimenti d’avanguardia hanno modificato il loro modo di porsi nell’ambito della società contemporanea.
Oggi un museo, oltre ad essere luogo di memoria, è occasione di conoscenza e confronto. E quindi le proposte al pubblico devono essere necessariamente chiare, autorevoli e compiute.

Ecco perché un museo deve contribuire concretamente ed efficacemente a formare nel pubblico una visione critica nei riguardi dell’immagine. Ciò permette inoltre ai singoli di formare un propri o gusto che permetta di penetrare nelle innumerevoli espressioni individuali che caratterizzano l’arte della nostra epoca. E di distinguere le espressioni veramente motivate e circostanziate tecnicamente da quelle casuali. Sono questi i motivi per i quali il nuovo conservatore del Museo Butti, Ignazio Campagna, ha deciso di ampliare l’attività espositiva affiancandola a quella, già nota, legata alla gipsoteca.
Fra le varie donazioni al Museo Butti, avvenute grazie alle iniziative dello stesso Campagna e dei precedenti conservatori (Gottardo Ortelli, Luisa Somaini e Nino Cassani), ne esponiamo una parte, consci che se ne potrebbero aggiungere altre, egualmente significative, se non avessimo limiti di spazio. Inoltre, abbiamo volutamente scelto quelle legate agli autori più noti per stimolare – in questa prima iniziativa – la curiosità e l’attenzione del pubblico.
(Ettore Ceriani)

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Liceo Artistico A. Frattini Varese

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Musei civici di Varese

Musei civici di Varese

I musei civici di Varese sono costituiti da quattro sedi: Villa Mirabello con il museo archeologico e la sezione risorgimentale, il Castello di Masnago con il museo d’arte moderna e contemporanea, la collezione etnografica Castiglioni, il museo e l’area archeologica dell’Isolino Virginia. Ad esse si aggiungono le aree espositive di Sala Veratti e di Villa Baragiola.

Le varie sedi, tutte situate in complessi storico-paesaggistici di alto livello, sono dotate di una collezione permanente aperta al pubblico e sedi di attività espositive temporanee. Molto attiva anche l’attività didattica con laboratori e visite guidate per scuole, bambini e gruppi.

Villa Mirabello conserva materiali preistorici del Varesotto che vanno dal Neolitico all’età del Bronzo. Oltre che dall’Isolino, i materiali provengono dall’abitato neo-eneolitico di Pizzo di Bodio-Bodio Lomnago (VA), scoperto nel 1982 e oggetto di campagne di scavo da parte del Museo dal 1985, che hanno fornito fra le più antiche datazioni del Neolitico dell’Italia nord occidentale.

Di proprietà dell’Amministrazione comunale di Varese dal 1981, il Castello di Masnago -complesso edificato tra l’XI e il XVIII secolo presenta nella parte quattrocentesca splendidi cicli di affreschi perlopiù di gusto tardogotico- è sede dal 1995 delle collezioni storico-artistiche permanenti dei Musei Civici di Varese allestite secondo un percorso che occupa la parte più antica dell’edificio. L’ ala sei-settecentesca è invece destinata a spazio espositivo per mostre temporanee.

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Museo Flaminio Bertoni

Nato nel 2007 grazie alla tenacia e all’affetto del figlio Leonardo e dei membri dell’Associazione Internazionale Flaminio Bertoni, oltre che per l’appoggio di alcuni enti come la Provincia di Varese e il vicino Liceo Artistico “Frattini”, nel 2009, in seguito all’allagamento dei locali, il Museo e l’Associazione, con i relativi staff, hanno preso la decisione di effettuare un coraggioso quanto necessario riallestimento, cercando di chiarire meglio le potenzialità di una figura così interessante quanto, a volte, ancor poco apprezzata, come quella di Flaminio Bertoni, artista poliedrico (scultore, pittore, architetto) e soprattutto figura di statura internazionale nel campo del design delle carrozzerie.

Il nuovo allestimento è stato incentrato sulla valorizzazione della creatività di Bertoni nel settore automobilistico. E tanti sono i progetti finalmente esposti al pubblico, alcuni davvero sorprendenti non solo per la qualità, ma anche perché testimoniano la varietà dei rapporti del grande designer almeno in alcune fasi della sua produzione: Citroën, innanzitutto, ma anche note industrie automobilistiche e riviste legate al mondo del design dell’auto italiano e francese dell’epoca.

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Soms Viggiu’ 1862

La società viene fondata nel 1862, con il titolo di “Società Operaia di Mutuo Soccorso Previdenza ed Istruzione”, una delle prime del Varesotto.

Nel 1869 venne fondato il “Teatro Sociale” e nel 1873 la “Scuola d’arte Industriale” , attiva sino agli anni ’60, che ricevette il supporto ed i sussidi del Regio Governo, del Comune e della Provinciale Camera di Commercio, raggiungendo un livello di insegnamento particolarmente qualificato sotto la guida del Prof. Giuseppe Ongaro ottenendo diversi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali. Si pensi che chi completava i corsi della durata di 4 anni poteva accedere direttamente alla Accademia di Belle Arti di Brera. La Società nel 1895 era composta da 525 soci un quinto dell’intera popolazione.

La nostra Società oggi opera nel campo dell’assistenza mutualistica ai soci(circa 300); in campo culturale organizza corsi di disegno chiaroscuro e carboncino, pittura, scultura e modellato oltre a corsi di teatro, spettacoli teatrali e concerti.
La sede ospita la gipsoteca ricca di oltre 400 gessi; il salone superiore in cui sono ospitati i corsi della “bottega dell’arte” attiva da oltre 20 anni, conserva il patrimonio librario (5.000 volumi), i disegni degli alunni che frequentarono dal 1873 al 1967 la Scuola d’Arte Industriale (12.000) ed i documenti che formano l’archivio storico della Società.

Museo Vincenzo Vela

Museo Vincenzo Vela

Lo scultore Vincenzo Vela (1820-91) ideò la sua abitazione a Ligornetto negli anni 1862-65, all’apice della sua carriera, come residenza, atelier di lavoro e museo privato, dove conservare e presentare i modelli originali in gesso delle sue realizzazioni monumentali. Posta su un promontorio, la villa è tra le più spettacolari case-museo dell’Ottocento, immersa in un parco-giardino all’italiana con grande varietà di piante. L’artista stesso aprì la villa al pubblico nel 1881. Alla morte del figlio Spartaco (1854-95), anch’egli artista, la proprietà passò alla Confederazione svizzera per lascito, affinché diventasse museo o accademia d’arte. Più antica collezione d’arte privata ad entrare in possesso della Confederazione, il Museo Vincenzo Vela, aperto al pubblico nel 1898 in questa veste, fu anche il primo museo in Ticino. Dopo svariati rimaneggiamenti a partire dagli anni Dieci del Novecento, la recente ristrutturazione affidata a Mario Botta nel 1995-2001 ne fece un museo moderno. Oggi quest’istituzione è unica nel suo genere, con un ruolo culturale di affermato rilievo negli scambi internazionali. Una mediazione culturale viva e attiva su diversi fronti raccoglie attorno al museo progetti speciali nel campo della ricerca, della formazione, della musica, rivolgendosi al vasto pubblico fin dalla tenera età. Mostre temporanee dedicate alla scultura dell’Ottocento e all’arte contemporanea rappresentano i filoni principali della sua attività espositiva.

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