Vincenzo Cattò

Clivio, 20 Settembre 1878 – Milano, 14 Maggio 1938

Vincenzo Gatto

Si forma inizialmente a Clivio, presso la scuola di disegno di Michelangelo Molinari, attraverso cui entra in contatto con Vincenzo Vela; in seguito lascia il paese natale a quattordici anni per frequentare l’Accademia di Brera a Milano, avendo come maestri prestigiosi artisti del tempo. Durante la sua prima attività collabora con famosissimi scultori ed architetti, come Butti, Wildt, Argenti e Pogliaghi, quindi, nel 1906, apre uno studio proprio.
Particolarmente attivo nell’ambito della scultura funeraria, realizza al Monumentale di Milano numerosi gruppi e figure in bronzo e pietra, tra cui Il Rosario dei Morti per la famiglia Rossi, e La meditazione sull’ineluttabile fato per la famiglia Ganna Borloni: opere che attirano l’attenzione su di lui ed il suo modo di operare; al primo dopoguerra risalgono Dramma eterno per la sepoltura Rasini, il Dolore per Antonio Steffenini, il Giglio reciso per la tomba Stella e Invocazione al Redentore per la tomba Buzzetti. Sue opere si ritrovano anche a Busto Arsizio e Saronno.
Tra i suoi lavori, vanno ricordati il Monumento ai Caduti di Clivio, L’apoteosi dell’anima, rappresentante una giovinetta trasfigurata che tende al Cielo, con cui davvero riesce nel tentativo di spiritualizzare la materia, e L’ultima orazione (1937), raffigurante Cristo in preghiera nel Getsemani, utilizzato per la tomba dello scultore nel cimitero di Clivio.