Storia del Museo del ’900

Museo degli artisti Viggiutesi del ’900

Musei degli artisti viggiutesi del 900

L’edificio riaperto al pubblico nell’autunno del 2006, dopo un’attenta ristrutturazione, ha voluto rappresentare in maniera organica un’antologia della scultura viggiutese
del Novecento.

All’interno del padiglione, costruito negli anni ’60 per volere della vedova dello scultore Giacomo Buzzi Reschini (1881-1962) e situato nel parco Butti sono esposte, oltre a numerosi modelli in gesso dell’artista citato, anche opere di artisti quali: Vincenzo Cattò (1878-1938), Gottardo Freschetti (1906-1979), Ettore Cedraschi (1909-1996), Luigi Bottinelli (1882-1958), Luigi Buzzi Leone (1823-1909) e Nando Conti (1906-1960).
Recentemente è stato celebrato il centenario dalla nascita di tre maestri della scultura viggiutese del Novecento: Nando Conti, Gottardo Freschetti e Ettore Cedraschi e, per l’occasione, sono state organizzate, negli spazi espositivi del Museo, delle rassegne antologiche dell’opera di questi valenti artisti, permettendo così ad un vasto pubblico la riscoperta della loro notevole produzione artistica. Nello spazio del museo si contano quattro ambienti: la sala III, alla sinistra, dedicata alle opere dello scultore Conti cui l’associazione Amici dei Musei Viggiutesi, ha iniziato la pubblicazione di una monografia cura di Marina degl’Innocenti che per la prima volta, assegna una datazione precisa a molte sculture inedite, oltre che alle sue opere più famose e celebrate.

Le due sale centrali (I e II) nelle quali spicca l’opera più rappresentativa dell’arte di Buzzi Reschini: il gruppo monumentale “Il bene che atterra il male” sono dedicate al maestro, e permettono di analizzare il complesso approccio dell’artista alla realizzazione di grandi monumenti.
Infatti si possono vedere piccoli modelli d’insieme dei monumenti nei quali prevale il lato della composizione architettonica ed il successivo sviluppo delle parti propriamente scultoree degli stessi. Recentemente si è iniziato un restauro complessivo della raccolta per riportarla alle cromie originali.

La sala di destra (IV) raccoglie invece le opere di Bottinelli, Cattò, Cedraschi, e Freschetti tra cui si segnala il modello in gesso per la testa del Battista la cui traduzione marmorea si trova nella chiesa parrocchiale viggiutese.