La morente

Artista: Enrico Butti
Anno di realizzazione: 1891

Soggetto: Soggetto funerario
Collocazione: Milano, Cimitero Monumentale, Edicola Casati

Dati tecnici

Tecnica: Scultura a tutto tondo
Materiale: Gesso

Dimensioni: 128x135x279
Stato: Ottimo

Nel museo: Si

Descrizione

Gesso al naturale per l’edicola Casati al Cimitero Monumentale di Milano. Presentata all’Esposizione di Brera del 1891 (catalogata come “Monumento funerario in bronzo”), l’opera fu pronosticata vincente dalla critica ma non entrò nella rosa dei premiati.
Più che la concezione, fortemente intrisa di idealismo, turbava la giuria e il pubblico la nudità della giovane giacente, particolare ritenuto poco decoroso per una scultura tombale. Ne seguì una vera e propria polemica che vide schierarsi a favore del Butti critici influenti come Bettini (1891, p. 36), Sormani (1891, pp. 84- 86) e addirittura una “firma” come Neera (1891, p. 197).
Assai equilibrato appare, in questo contesto, il giudizio del Grubicy (1891, pp. 33-37) che, dopo aver dichiarato incomprensibile il conferimento del premio Principe Umberto”.., ad una sgradevole quanto pretensiosa pittura del Laurenti di Venezia…”, analizza compiutamente l’opera nei suoi umori idealistici, giungendo a riconoscere che “… c’è forse un po’ d’eccesso nell’interessamento vivo che si accaparrano volta a volta questi due concetti: reale quello della morta, simbolico quello del bassorilievo…”. Nulla a che vedere con la bieca ottusità del Marescotti, che ancora nel 1899 insisterà sulla nudità della giovane bollandola come “… convenzione analfabeta di una mente digiuna di studi, priva di intenzione artistica, ignara delle vere e sentite espressioni dell’animo umano…” (p. 20). Al di là di tali valutazioni, che nel loro complesso rivelano tutt’al più il disagio culturale della critica di quegli anni, va osservato che l’opera schiude il filone di più marcata sensiblerie idealistica del Butti, che ne innerverà gran parte della produzione funeraria (cfr. nn. 24, 26, 54, 55, ecc.). L’artista certo fatica a controllare il repertorio delle valenze simboliche, delle sfumature poetiche in gioco, e tenta di riscattarle con la propria abilità nell’impaginare forme e nel produrre effetti: si veda, ad esempio, la notevole soluzione delle chiome sparse sul cuscino.
Complessivamente, tuttavia, si avverte l’assenza di un’intima tensione espressiva: un raffronto con l’analogo soggetto tratto dal Bistolfi nel 1906 per la tomba Fanny Lacroix, pure al Monumentale, indica chiaramente che l’eclettismo del Butti era mentale ancor prima che tecnico. A titolo di curiosità va ricordato che per quest’opera posò Virginia Sevesi, modella prediletta e poi compagna dell’artista (cfr. n. 105).

Esposizioni

  • 1891 Esposizione di Brera

Bibliografia

Cat. Esp. Brera 1891, n. 17 / Bettini 1891, p. 36 / Grubicy De Dragon 1891, pp. 33-37 / Sormani 1891, pp. 84-86 / Arte e Storia 10-5-1891, pp. 79 / Biagio da Vig. maggio 1891, p. 2 / Neera 1891, p. 197 / Cron. d’Arte 28-6-1891, p. 236 / V. G. (Grubicy) 1891, p. LIII / I11. It. 8-11-1891, p. 303 / Moschino 1897-98, pp. 887, 889 / Marescotti 1899, pp. 17-27 / The Studio 1905, p. 252 / Colombo 1911, p. 19 / Melani 1912, p. 622 / Annoni 1913, p. 83 / Ongaro 1927, p. 8 / Prealp. Ill. 2- 10-1927, p. 4 / Simoni 1927, tavv. XXVII, XXVIII / Ferrari 1928, p. 3 / Carrà 1929, p. 3 / Riv. Vig. 1-11-1931, pp. 1-2 / Ill. It. 31-1-1932, p. 156 / Riv. Vig. 31-1-1932, p. 4 / Accetti 1932, p. 3 / Accetti 19322, p. 12 / Bagaini 1932, p. 70 / Accetti 1938, n. 31 / Piatti 1938, p. 1 / Accetti 1939, p. 14 / Costantini 1940, pp. 78, 464 / Piatti 1942, p. 65 / Bessone-Aurelj 1947, p. 105 / Nicodemi 1949, p. 182 / Thieme-Becker, p. 306 / Borri 1966, p. 37 / Damigella 1981, pp. 93, 119 / Larghi, p. 97 / Gualdoni 1982, cfr. n. 9 / De Micheli 1992, p. 184-5 / Monumentale 1992, p. 174-5, 177, 190 / La città 1995, pp. 118, 325, 335 / GINEX 1996, pp. 49-50 / Italian 2004, pp. 114-15, 138 .

Altre immagini dell’opera