Mostra in corso

Mostre in corso presso i Musei civici Viggiutesi.

Art Bonus

Cari amici e concittadini, lo Stato italiano, con il D.L. 31 maggio 2014, n. 83 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, chiamato anche semplicemente Art Bonus, ha determinato una vera svolta, nell’ambito culturale italiano. Per molti anni il mecenatismo culturale, ossia l’erogazione da parte di soggetti privati di somme di denaro a favore di determinati progetti culturali, così come è diffuso tanto nella vicina Svizzera quanto negli Stati Uniti (dove rappresenta una delle maggiori fonti di finanziamento) in Italia non si è potuto sviluppare fondamentalmente per due ragioni: una di tipo fiscale, in quanto la legge non agevolava questo tipo di donazione, la seconda è di tipo culturale, dove manca un po’ la voglia personale di prendersi carico della gestione dei beni pubblici.

Col progetto Art Bonus si cambia rotta dando ai Comuni il compito di individuare progetti emblematici e importanti a cui dedicare le eventuali donazioni; diversi sono quelli individuati dall’Amministrazione Comunale: il restauro di alcuni modelli in gesso dei musei viggiutesi e la ristrutturazione della casa dello scultore Enrico Butti.

Sarà così possibile, da parte di qualsiasi soggetto, sia esso persona fisica o giuridica, destinare qualsivoglia somma ai progetti culturali individuati dal Comune, recuperando buona parte delle somme investite nei successivi tre anni. …

News

Notizie relative ai Musei civici Viggiutesi.

Pino Rusconi: lo scultore viggiutese dei materiali

A cura degli Amici dei Musei Viggiutesi

Villa Borromeo dal 12 gennaio al 9 febbraio 2020

Inaugurazione domenica 12 gennaio 2020, ore 15.30

Orari d’apertura:

domenica 15.00 – 18.00 (per altri giorni visita su appuntamento)

Angelo Giuseppe Rusconi nacque a Viggiù il 26 Settembre 1916. Conosciuto più semplicemente come Pino entrò presto a far parte della grande schiera di (artisti-artigiani) Viggiutesi che da secoli sono ricordati per via delle loro opere. Frequentò la scuola d’arte professionale della (Società Operaia di Mutuo Soccorso di Viggiù la cui istituzione risale al 1862. Sotto la guida Giuseppe Ongaro e di Pietro Gussoni affinò le sue qualità di cui diede valoroso saggio, ancor giovanissimo, in diversi concorsi provinciali e regionali.

Dopo la pesante e dolorosa parentesi bellica,riprese a scolpire presso il laboratorio Viggiutese di Luigi Franzi e poi in quello oltre confine dei fratelli Mariotti di Chiasso (Canton Ticino) ove ebbe modo di collaborare con diversi scultori tra i quali i Varesini Quattrini e Frattini. Prolifico nell’arte dello scalpello ma umile come i veri artisti, le sue tante opere sono dislocate in numerose chiese, in parecchi cimiteri e in diversi luoghi pubblici e privati del Canton Ticino e della Lombardia. Molte sue sculture furono esposte con grande successo in diverse mostre, una per tutte: quella degli (Artisti della Valceresio in Lombardia) tenutasi a Milano, nell’aprile del 1982, durante la Sessantesima fiera di Milano.

Scomparso il 13 Agosto 1998, il suo ricordo è ancora ben vivo nella memoria  di quanti lo conobbero ed apprezzarono: al suo umile portamento  contrapponeva una intensa e vibrante vena artistica  e piace ancora  immaginarlo al suo  banco di lavoro, mentre con sapienti colpi di scalpello riesce a separare quelle parti (indifferente marmo, pietra, legno) che celano artistiche figure che solo gli occhi di un vero artista riescono a scorgere per poi….regalarle ai nostri.

IGNAZIO CAMPAGNA AL MUSEO BUTTI

A cura di Claudio Cerritelli
Museo Butti dal 27 ottobre al 1 dicembre 2019
Inaugurazione domenica 27 ottobre 2019, ore 11.00
Orari d’apertura:
da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 15.00 – 18.00
La mostra raccoglie opere appartenenti all’ultima produzione dell’artista, affiancate a sculture di un recente passato. La lettura si articola seguendo le tematiche affrontate da Campagna attraverso l’elaborazione di materie care al suo immaginario plastico: dal marmo al bronzo, dalla terracotta alla maiolica, soprattutto le diverse qualità di legno (ciliegio frassino tiglio cirmolo ontano), usate nella loro cruda verità ma anche in versione policroma, oppure utilizzando tela dipinta che aderisce al volume. (Claudio Cerritelli). Come dichiarato dallo scultore, il filo conduttore della ricerca è la linea plastica che, dapprima articolata in forme complesse, attraverso un graduale processo di sintesi, si semplifica lasciando spazio alle suggestioni del colore colte nelle tracce di pigmento, nella cromia dei materiali o ancora nei riflessi cangianti delle superfici lucide. Il processo di definizione della forma, nelle opere attuali, è caratterizzato dalla modulazione geometrica dei volumi e dalla ricerca di equilibrio tra tensioni fisiche contrapposte. Quest’orientamento nasce dalla precedente riflessione intorno ai valori strutturali della figura, nucleo originario, intorno al quale si è svolta nel corso degli anni passati l’esplorazione del rapporto tra forma solida e percezione del vuoto. Al centro del mondo espressivo di Campagna sta infatti la memoria del corpo umano come misura per ogni possibile definizione dello spazio entro cui si colloca, punto di verifica dell’idea costruttiva concepita come armonizzazione delle energie plastiche. Non a caso, l’artista prosegue il superamento della staticità costruttiva immaginando slittamenti, torsioni, movimenti instabili generati dal continuo spostamento di equilibri tra forma essenziale e fisicità della materia. Il richiamo alla verticalità varia a seconda del punto di vista da cui si osserva il corpo della scultura, in modo da cogliere l’intero svilupparsi dell’immagine intorno all’asse di decantazione del suo quoziente plastico, si sovrappongono e si rafforzano a vicenda, senza mettere in discussione l’esigenza primaria dell’armonia, alla quale Campagna commisura ogni scelta formale e ogni procedura tecnica, a partire dalle caratteristiche dei materiali adottati. Il filtro progettuale guida il divenire delle forme con cui vanno volta per volta definendosi le esigenze ideative, le potenzialità espressive del processo esecutivo, e infine la verifica delle qualità artigianali.
Claudio Cerritelli

Manifesto CampagnaR

SLITTAMENTI DEL CUORE – NOVE ARTISTI ALLIEVI DI GOTTARDO ORTELLI: COLLEZIONE ENRICO BUTTI

A cura di Claudio Cerritelli e Ignazio Campagna

Museo Butti dal 22 settembre al 20 ottobre 2019

Inaugurazione domenica 22 settembre 2019, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00–18.30, sabato 9.30-12.00 e 14.00–18.30, domenica 15.00–18 .00

Slittamenti del Cuore – Nove Artisti Allievi di Gottardo Ortelli è il progetto nato nel 2015 che ha presentato, in questi cinque anni appena trascorsi, le opere degli ex studenti di Gottardo Ortelli, il loro insegnante all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Essi sono Misia De Angelis, Piermario Dorigatti, Alessandro Fieschi, Marco Grimaldi, Ayako Nakamiya, Pietro Pasquali, Rossella Rapetti, Tetsuro Shimizu ed Elena Strada: si sono alternati in questo lungo percorso mostrando attraverso le proprie performance artistiche il loro lavoro di artisti. Oggi si è aggiunto un ulteriore sottotitolo all’evento, ovvero Collezione Enrico Butti, per designare le opere che gli artisti di volta in volta hanno donato al nostro Museo rendendolo ancora più ricco e più prezioso. Un sentito e caloroso ringraziamento va al curatore e critico d’arte prof. Claudio Cerritelli che con pazienza e accorato impegno ha seguito e portato avanti questo lungo e articolato progetto in ricordo dell’amico Gottardo Ortelli. I.C.

Piermario Dorigatti: Luna nera ed altre visioni

A cura di Claudio Cerritelli

Museo Butti dal 23 giugno al 21 luglio 2019

Inaugurazione domenica 23 giugno 2019, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 15.00 – 18.00

VISIONI CROMATICHE

Nona e ultima presenza qui al Museo Enrico Butti di Viggiù che fa parte del progetto nato nel 2015, intitolato “9 Artisti Allievi di Gottardo Ortelli – Slittamenti del cuore”, curato dal critico d’arte Claudio Cerritelli. In questi anni abbiamo visto alternarsi gli altri otto suoi compagni di accademia e studenti di Gottardo Ortelli: Tetsuro Shimizu, Ayako Nakamiya, Elena Strada, Pietro Pasquali, Alessandro Fieschi, Rossella Rapetti, Marco Grimaldi e Misia de Angelis. Addentrarsi nel mondo pittorico di Piermario Dorigatti è come immergersi in un alveo irreale senza peso, fluttuante, che non ha un riferimento preciso, dove la navigazione che l’artista ci invita a percorrere è sconosciuta e sta a noi scoprire le varie forme antropomorfe che si presentano alla visione. Le fisionomie pittoriche ci suggeriscono dei rimandi figurativi sia con colori chiari come il rosa o l’incarnato o tramite i gialli, carichi di forze solari come la terra, o, addirittura, scuri e tendenti al viola come la luna nera riuscendo a fare da contrappeso pittorico a tutta la composizione. Il paesaggio, come tutto il progetto cromatico, è studiato e impostato con meticolosità calibrata perché pensata e ripensata in cui emergono strati di colore in precedenza stesi e dopo rimossi con altro colore. Il quadro diventa un luogo, un terreno di sperimentazione, dove Piermario Dorigatti si interroga sulla rappresentazione dei suoi soggetti e sul metodo di farli emergere in modo chiaro e convinto. L’avvicendarsi del segno in primis, e del colore poi, induce l’artista a non lasciare mai il suo soggetto iniziale, ma lo cambia ottenendo una sorta di metamorfosi in progressione: lo integra, lo cancella e lo ricrea dandogli continuamente ossigeno e alimentandolo con la sua tavolozza come un compagno di vita in un percorso senza fine. Ecco che trapelano i segni, le visioni cromatiche pungenti e riflessive, le figure sotto gli spessori del colore, schiacciate in un vortice analitico e letterario come se fossero racconti e citazioni nati forse tanto tempo fa – magari durante la nostra infanzia – e che riappaiono prepotentemente alla maniera di feticci, di forme antropomorfe fluttuanti non riconducibili a conoscenze scontate, ma suggerite dai nostri sogni in un contemporaneo divenire.

Giugno 2019

I.C.

Nino Cassani. Evoluzione

A cura di Ignazio Campagna

Museo Butti dal 19 maggio al 9 giugno 2019

Inaugurazione domenica 19 maggio 2019, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 15.00 – 18.00

La stagione artistica dei Musei Civici Viggiutesi prosegue a maggio del 2019 con questa esposizione in ricordo dello scultore viggiutese Nino Cassani il quale ha consolidato quel titolo di un famoso volume, edito nel 1942, dal nome Viggiù Terra d’Artisti che il pittore Antonio Piatti, anch’egli viggiutese, pubblicò. Nino Cassani, scomparso l’11 dicembre 2017, è stato uno dei maestri della scultura del Novecento e gli viene dedicata questa esaustiva rassegna, seguendo un’analoga esposizione delle opere del maestro tenutasi in questi spazi nel 1992, qui al Museo Butti dal 19 maggio fino al 9 giugno con una retrospettiva di sculture e disegni dal 1955 al 2008. I rimandi e i riferimenti alle opere degli anni ’50 Testa femminile, Testa maschile e Coppia sono chiaramente riconducibili a Marino Marini – il quale fu suo maestro all’Accademia di Belle Arti di Brera – e ad altri scultori come Arturo Martini e Luciano Minguzzi, al quale Cassani fece da assistente a Brera. Questi rimandi sono visibili nelle opere in pietra di Vicenza dal titolo Trasformazione del 1958 e Trasformazione, opera in legno, del 1959 (presenti in mostra), con palese condivisione del “Periodo informale” che aveva tra i sui esponenti scultori affermati come Umberto Milani e Francesco Somaini. Le sculture mostrano dei corpi che cominciano a prendere una loro forza espressiva poiché si avvicendano vuoti e pieni con escavazioni profonde, più che altro concave, e con insistenti lavorazioni, fatte tramite la subbia, permettendo alla superficie texturizzata di acquisire una sorta di sofferenza plastica che rimanda ad alti e altri significati. Il colore iniziale della pietra, attraverso l’intervento dello scultore, prende vita, sembra indagare tutte le minuzie formali ed eleva l’opera a una struttura di grande respiro. Cassani aggredisce la pietra, all’inizio quella di Viggiù e poi via via quella di Vicenza, che comprava dai Fratelli Peotta a Grancona (VI), e la fa vibrare trasmettendole vitalità: è questo il periodo delle “Pietre Vive” con le rappresentazioni dei Rotanti e Strutture Circolari. Le opere in pietra sono degli esplosi con piccoli ingranaggi, motori, bielle e colli d’oca meccanici che l’artista ricompone sapientemente ottenendo strutture complesse e monumentali.

Nino Cassani, ha rivestito l’importante carica di Conservatore dei Musei Civici Viggiutesi “Enrico Butti”, dal 2005 al 2012, periodo durante il quale i Musei hanno subito importanti interventi di trasformazione e rinnovamento che lo hanno visto protagonista assoluto e, sempre grazie al suo operato, le raccolte hanno ottenuto l’importante riconoscimento regionale di “Collezione museale”. Ricordiamo anche il suo essenziale apporto per la riorganizzazione della nuova sede del “Museo dei Picasass” nella ex scuderia di Villa Borromeo; l’instancabile volontà con la quale ha perseguito la riorganizzazione del “Museo degli Artisti Viggiutesi del ‘900”, nella sua sede storica; l’apertura del nuovo “Museo degli Artisti Viggiutesi dell’800” presso l’Orangerie di Villa Borromeo e, infine, la predisposizione delle schede descrittive delle opere esposte che ancora oggi accompagnano il visitatore alla scoperta dei Musei.                                                              I.C.

MISIA DE ANGELIS: PARVENZE D’INFINITO

A cura di Claudio Cerritelli

Museo Butti dal 7 aprile al 5 maggio 2019

Inaugurazione domenica 7 aprile 2019, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 15.00 – 18.00

Il Museo Enrico Butti è lieto di ospitare nei propri spazi, la mostra personale dell’artista Misia De Angelis. Una selezione di opere scelte tra le più recenti, curata dal critico d’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Claudio Cerritelli. Un lavoro dedicato al “ricordo” e alla “memoria” che si inserisce nel ciclo “Slittamenti del cuore”, una serie di mostre in omaggio all’artista Gottardo Ortelli da parte dei suoi ex studenti di pittura a Brera. Avremo modo di scoprire sulle superfici di Misia, germinazioni, parvenze, ombre, richiami a spazi lontani, tracce che prendono forma in visioni inedite. Come viene sottolineato nel testo critico che accompagna il catalogo in mostra “…è arduo descrivere ciò che avviene e si decanta sulla carta, tuttavia    porsi in sintonia con la luce inconfondibile di ogni acquerello significa smarrirsi tra le parvenze di infinito che Misia immagina come essenze del colore senza tempo, forse per questo è vano chiedersi verso quale futuro è destinato l’antico e inesauribile sogno della pittura.”

Pittrice milanese, Misia De Angelis nasce a Varese nel 1964 e vive tra Milano e Leivi. Da più di trent’anni svolge il suo lavoro partecipando a numerose mostre in prestigiosi spazi pubblici e gallerie private, in Italia e all’estero.

Alcune opere presenti nei Musei Civici Viggiutesi