C A L E I D O S C O P I O – C O N T A M I N A Z I O N I

14 giugno 2026 – 31 agosto 2026

A cura di Luca Coser, Giorgio Frassi, Daniela Moro, Tetsuro Shimizu, Maria Tcholakova e Veronica Zanardi

Domenica 14 giugno 2026, negli spazi del Museo Butti | Contemporanea di Viggiù, si inaugura la quarta
edizione del progetto didattico Caleidoscopio, che per questo Anno Accademico si presenta sotto il titolo coordinato di Contaminazioni. Nato da storiche convenzioni stipulate e rinnovate nel tempo tra l’Accademia
di Belle Arti di Brera e le amministrazioni locali, il progetto Caleidoscopio rappresenta una consolidata eccellenza formativa volta a traghettare la sperimentazione accademica al di fuori delle aule milanesi.
La mostra restituisce, in questa edizione, la sintesi del percorso didattico ed espressivo degli studenti della Scuola di Pittura e della Scuola di Grafica d’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ponendo le
ricerche dei giovani artisti in un dialogo serrato e dialettico con la storia e l’identità del luogo ospitante.
L’esposizione nasce dalla collaborazione tra l’Accademia di Brera e il Museo Butti | Contemporanea, e si completa alla sessione parallela presso il Castello Visconteo di Legnano.
L’iniziativa giunge quest’anno anche al suo terzo anno di adesione alla rete Archivi Futuri, l’articolato progetto capitanato dal Museo MA*GA di Gallarate che si propone come una rete culturale integrata per la
valorizzazione del contemporaneo. Sotto il profilo tecnico e scientifico, la rete opera per la messa in sistema e l’accessibilità dei fondi artistici e documentari attivi sul territorio lombardo, connettendo musei, fondazioni e
archivi d’artista in un unico grande censimento vivo. In questa cornice, l’esposizione del Museo Butti | Contemporanea non è solo un momento espositivo temporaneo, ma entra a far parte di una mappatura
dinamica che unisce la ricerca accademica d’avanguardia alla memoria storica locale, creando itinerari di visita fisici e digitali consultabili sul portale ufficiale www.archividelcontemporaneo.it.
A Viggiù, l’esposizione assume i tratti di un vero e proprio omaggio al genius loci e alle tracce identificative del patrimonio storico-scultoreo cittadino. Il team di docenti curatori del progetto accademico, costituito dai
professori Luca Coser, Arcangelo Esposito, Giorgio Frassi, Daniela Moro, Pantaleo Ragno, Tetsuro Shimizu e Maria Tcholakova, ha selezionato i lavori di oltre 70 studenti (di cui 8 inseriti nel progetto internazionale
Erasmus). Al Museo Butti | Contemporanea saranno visibili le opere di Alessio Angelica, Berzoini Sofia, Brigante Alice, Cavalli Nair, Cunietti Ernesto, Garreffa Federico, Lobanova Anastasiya, Luchena
Francesco, Mikhailova Daria, Montano Rebecca, Nisi Valentina, Pace Alessandro, Pontiroli Matilde, Provini Alice, Questioni Alessia, Salvetti Sveva e Zaccour Silvia.
Pittura, scultura, disegno, grafica e installazioni dialogheranno attivamente negli ambienti e con la storia del Museo, traducendo la ricerca accademica in un’esperienza espositiva site-specific che documenta lo stato
dell’arte delle nuove generazioni creative.
L’evento espositivo è patrocinato dal Comune di Viggiù, dal Museo Butti | Contemporanea, dal Comune di Legnano, dall’Assessorato alla Cultura e dall’Accademia di Brera.
L’intero percorso espositivo e la specificità dei contenuti in relazione agli spazi saranno documentati in un apposito catalogo.

Enrico della Torre. Geometrie organiche

15 marzo 2026 – 31 maggio 2026


A cura di Veronica Zanardi e Gabi Scardi
Testi critici Gabi Scardi e Veronica Zanardi

MUSEO BUTTI | CONTEMPORANEA, Viale Varese 4, Viggiù (VA)
Inaugurazione
Domenica 15 marzo dalle ore 11.00
Orari
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 14:00 – 18:30
Domenica 15:00 – 18:00

Dal 15 marzo al 31 maggio il Museo Butti | Contemporanea dedica una mostra a Enrico Della Torre, pittore
tra i più lirici e coerenti del secondo Novecento italiano, la cui ricerca ha indagato per tutta la vita il rapporto
profondo e strutturale tra paesaggio, percezione ed esperienza interiore.
La mostra, curata da Veronica Zanardi e Gabi Scardi, ripercorre l’evoluzione del linguaggio dell’artista
mettendo in luce il ruolo fondativo del territorio – in particolare il paesaggio fluviale dell’Adda e della pianura
cremonese – come matrice poetica, emotiva e formale dell’opera. In Della Torre la natura non è mai semplice
soggetto, ma interlocutrice viva: un organismo complesso di luce, ritmo, colore e segno, da cui emergono
strutture, energie e presenze che sfiorano l’astrazione senza mai perdere un’intima aderenza all’esperienza
sensibile.
Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della sua produzione: dagli esordi figurativi alle progressive riduzioni
formali, dalle vibrazioni cromatiche del paesaggio pianeggiante alle apparizioni biomorfe del microcosmo fluviale,
fino alle tensioni geometriche e instabili degli ultimi decenni, in cui linee, diagonali, griglie e scale diventano
metafora di un equilibrio sempre precario, esistenziale e poetico insieme. Ne emerge una pittura capace di
coniugare rigore e leggerezza, metodo e intuizione, visione lirica e consapevolezza critica.
In occasione della mostra viene presentato il sesto volume della collana Quaderni del Butti, interamente
dedicato a Enrico Della Torre, con testi critici di Gabi Scardi e Veronica Zanardi. Il catalogo approfondisce il
senso e la continuità di una ricerca che, pur attraversando linguaggi e soluzioni diverse, resta sempre fedele ai
propri principi generativi: l’attenzione alle strutture profonde del paesaggio, la collaborazione con la natura, la
capacità di “dire la realtà” non descrivendola, ma evocandone l’energia segreta.
La mostra e il catalogo restituiscono il ritratto di un artista pienamente presente al mondo, per il quale la pittura è
stata esperienza conoscitiva, scelta etica e forma di partecipazione: un modo di abitare il visibile senza dominarlo,
lasciando che il mistero continui a vibrare.