Enrico della Torre. Geometrie organiche

15 marzo 2026 – 31 maggio 2026
A cura di Veronica Zanardi e Gabi Scardi
Testi critici Gabi Scardi e Veronica Zanardi
MUSEO BUTTI | CONTEMPORANEA, Viale Varese 4, Viggiù (VA)
Inaugurazione
Domenica 15 marzo dalle ore 11.00
Orari
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 14:00 – 18:30
Domenica 15:00 – 18:00
Dal 15 marzo al 31 maggio il Museo Butti | Contemporanea dedica una mostra a Enrico Della Torre, pittore
tra i più lirici e coerenti del secondo Novecento italiano, la cui ricerca ha indagato per tutta la vita il rapporto
profondo e strutturale tra paesaggio, percezione ed esperienza interiore.
La mostra, curata da Veronica Zanardi e Gabi Scardi, ripercorre l’evoluzione del linguaggio dell’artista
mettendo in luce il ruolo fondativo del territorio – in particolare il paesaggio fluviale dell’Adda e della pianura
cremonese – come matrice poetica, emotiva e formale dell’opera. In Della Torre la natura non è mai semplice
soggetto, ma interlocutrice viva: un organismo complesso di luce, ritmo, colore e segno, da cui emergono
strutture, energie e presenze che sfiorano l’astrazione senza mai perdere un’intima aderenza all’esperienza
sensibile.
Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della sua produzione: dagli esordi figurativi alle progressive riduzioni
formali, dalle vibrazioni cromatiche del paesaggio pianeggiante alle apparizioni biomorfe del microcosmo fluviale,
fino alle tensioni geometriche e instabili degli ultimi decenni, in cui linee, diagonali, griglie e scale diventano
metafora di un equilibrio sempre precario, esistenziale e poetico insieme. Ne emerge una pittura capace di
coniugare rigore e leggerezza, metodo e intuizione, visione lirica e consapevolezza critica.
In occasione della mostra viene presentato il sesto volume della collana Quaderni del Butti, interamente
dedicato a Enrico Della Torre, con testi critici di Gabi Scardi e Veronica Zanardi. Il catalogo approfondisce il
senso e la continuità di una ricerca che, pur attraversando linguaggi e soluzioni diverse, resta sempre fedele ai
propri principi generativi: l’attenzione alle strutture profonde del paesaggio, la collaborazione con la natura, la
capacità di “dire la realtà” non descrivendola, ma evocandone l’energia segreta.
La mostra e il catalogo restituiscono il ritratto di un artista pienamente presente al mondo, per il quale la pittura è
stata esperienza conoscitiva, scelta etica e forma di partecipazione: un modo di abitare il visibile senza dominarlo,
lasciando che il mistero continui a vibrare.


